COMUNICATO: cosa c'entra l'alluvione del 12 Novembre 2019 con le politiche per la casa

14/11/2019 14/11/2019 • Autore: OCIO

E dire che dopo l’alluvione del ‘66, per mettere in sicurezza la popolazione, si erano resi inabitabili i piani terra, soggetti all’acqua alta. Si era fatto in modo di procurare a quasi tutti gli sfollati di allora un alloggio salubre e che quelle abitazioni allagate, impregnate di acqua salata dove tutto era saltato, venissero adibite ad altro.

Poi negli anni quegli stessi locali sono tornati ad essere abitati: le eccezioni, le deroghe, gli aggiramenti del regolamento, han fatto fioccare le offerte immobiliari di pianterreni “esenti acqua alta”. La crisi abitativa, dovuta ai prezzi folli drogati dall’economia turistica e al restringersi dell’offerta che preferisce gli introiti sporchi-e-subito del turismo, ha portato di nuovo i meno abbienti ad adattarsi a situazioni abitative estreme. Case che periodicamente si allagano, poco arieggiate, dove i muri sono bagnati, dove la muffa persistente determina una stabile condizione di insalubrità.

Ecco perchè oggi Venezia si ritrova nuovamente con gli sfollati per l’acqua alta: eccoli di nuovo, gli sfollati di oggi, dopo il 12 novembre 2019, sono quelli che hanno perso tutto, il letto, i vestiti, gli elettrodomestici, l’impianto elettrico, i tubi del gas. Sono quelli che in queste ore dormono da amici, che cercano ospitalità temporanea qua e là, che mangiano e dormono alla Morosini di Malamocco allestita come un campo profughi. Intanto l’ufficio Casa del comune da qualche mese è stato trasferito a Mestre. E in questi stessi giorni i manager della piattaforma di annunci turistici Airbnb organizzano una specie di partito: vorrebbero mettere assieme i piccoli affittacamere in proprio con i grossi affittuari e vere e proprie holding, titolari di decine di alloggi, con il fine dichiarato di proteggere “i loro diritti” ad affittare le case asciutte e pulite ai turisti. Una politica abitativa pare esistere solo nei termini di lasciare persone e famiglie in balìa di catastrofi naturali e/o di interessi economici. Dite voi se questa può essere la gestione di una città.